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Art.1. Il prodotto
L’Indicazione Geografica Protetta “Limone di Siracusa” è
riservata ai frutti di limone che rispondono alle
condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente
disciplinare.
Art.2. Descrizione del prodotto
L’Indicazione Geografica Protetta “Limone di Siracusa” è
riservata alla cultivar popolazione “Femminello di
Siracusa”, riferibile alla specie botanica Citrus limon
(L) Burm. coltivata in impianti specializzati nel
territorio della Provincia di Siracusa definito nel
successivo art.3, rispondenti ai requisiti stabiliti nel
presente disciplinare.
In particolare, i dati caratterizzanti le tipologie di
frutto a seconda delle epoche di raccolta, sono le
seguenti:
Primofiore sono così sono intesi commercialmente
secondo la consuetudine locale i frutti raccolti da
settembre ad aprile che rispondono alle seguenti
caratteristiche:
Colore della buccia: da verde chiaro a giallo citrino;
Forma ellittica;
Pezzatura: da media a grossa;
Peso dei frutti: non inferiore a 100 gr;
Polpa: di colore verde chiaro o giallo citrino;
Succo: di colore giallo citrino, con resa non inferiore al
25% e con acidità >5%;
Semi: presenti o assenti.
Bianchetto o Maiolino (o limone primaverile)
Colore della buccia:giallo chiaro;
Forma ellittica o ovoidale;
Pezzatura: grossa;
Peso frutti: non inferiore a 100 gr;
Polpa: di colore giallo;
Succo: di colore giallo citrino, con resa non inferiore al
25% e con acidità >4,5%;
Semi: presenti o assenti.
Verdello (o limone d’estate):
Colore della buccia: verde chiaro;
Forma ellittica- sferoidale;
Pezzatura: medio-grossa;
Peso frutti: non inferiore a 100 gr;
Polpa: giallo;
Succo: di colore giallo citrino, con resa non inferiore al
20% e con acidità >4,5%;
Semi: in massima parte abortiti.
Art.3. La zona di produzione
La zona di produzione e di confezionamento dell’I.G.P.
“Limone di Siracusa” comprende, in Provincia di Siracusa,
in tutto o in parte il territorio amministrativo dei
comuni di: Augusta, Avola, Floridia, Melilli, Noto, Priolo
Gargallo, Rosolini, Siracusa, Solarino, Sortino.
La zona di produzione inizia sul versante est nel porto
Grande di Siracusa prosegue verso ovest, comprendendo
l’abitato di Belvedere, attraversando il territorio del
Comune di Priolo Gargallo, Melilli ed Augusta, sino a
lambire il territorio di Sortino; a ovest interessa i
Comuni di Solarino, Floridia, Siracusa; a sud Avola, Noto
e Rosolini.
Confina nel suo insieme a nord con parte del territorio di
Augusta, a est con parte del territorio di Augusta,
Melilli e con il Mar Ionio, a sud con il territorio del
Comune di Pachino, a ovest risalendo con parte del
territorio dei Comuni di: Rosolini, Noto, Avola, Siracusa,
Canicattini Bagni, Floridia, Palazzolo Acreide, Solarino,
Sortino, Priolo Gargallo, Melilli, e Augusta. Partendo dal
versante nord-est, l’area interessata alla coltivazione
del “Limone di Siracusa”, inizia dallo sbocco sul Porto
Grande di Siracusa, del Canale Pisimotta fino
all’intercettazione della via Elorina (SS 115) che
percorre verso nord fino all’incrocio con via Columba.
Prosegue verso nord su tale via fino ad immettersi nella
S.S. n°124 (in direzione Floridia). La percorre fino
all’incrocio con la strada provinciale n°77
Fusco-Tremilia-Grottone; la risale per 350 m. fino ad
intercettare il canale comunale di contrada Canalicchio,
percorrendola verso nord fino ad incontrare il canale
Galermi .
In direzione ovest si percorre il Canale Galermi fino ad
incontrare la S.P. n°46 Siracusa–Belvedere–Carancino
all’altezza dell’incrocio ubicato a quota 118. Il limite
percorre la SP in direzione Belvedere, supera l’ingresso
al Castello Eurialo e svolta alla prima carrabile sulla
destra per Targia.
La percorre verso est, fino ad intercettare a quota + 109
le Mura di Dionisio, discende lungo le stesse fino ad
incontrare a quota + 31, rispettivamente la carrabile
predetta e la strada statale 114. Prosegue per la S.S.
114, fino alla stazione ferroviaria di Targia. Segue la
linea ferrata in direzione nord, fino alla stazione di
Castelluccio Siculo. Lasciata la stazione, il confine
dell’area procede verso sud lungo la strada che partendo
da quota + 36, arriva fino a quota + 94. Da questo punto
svolta ad ovest sulla strada Villasmundo-Brucoli-Arcile,
fino ad intercettare la S.S. 114 al Km 125,500. Discende
lungo la S.S. 114 in direzione Siracusa, fino al Km 135,
in corrispondenza dell’intersezione con il Torrente
Cantera, prosegue lungo il Torrente Cantera fino a quota +
29. Il confine dell’area delimitata risale verso
nord-ovest, lungo la S.P. 96 Augusta-Melilli, fino a
intercettare la S.P. 2 “S. Catrini-Passo di Vè”, che viene
percorsa in direzione ovest, per tutto il suo tracciato
fino all’incrocio con la S.P. 95 Lentini-Priolo. Quest’ultima
viene percorsa fino al centro abitato di Priolo. Si
prosegue sulla S.P. 25 Priolo-Floridia, fino all’incrocio
con la S.P. 46 Siracusa-Belvedere-Carancino, dove si
interseca con il Canale Galerni.
La linea di delimitazione segue il canale Galermi, nella
vallata dell’Anapo, fino a raggiungere il suo limite
estremo nel punto di intersezione col tracciato della
ferrovia in disarmo Siracusa-Vizzini a quota +138.
Discende lungo il vecchio tracciato della suddetta
ferrovia, lungo il fiume Anapo, fino a M. Isola Mola a
quota +115; percorre quindi la strada carrabile che si
collega con la SP N°28 Solarino-Fusco-Sortino a quota +146
presso le Case Don Vito. Si percorre la S.P. in direzione
Solarino fino a quota +152 nel punto di intersezione con
la linea di confine del Comune di Solarino. La linea di
perimetrazione continua verso ovest lungo il confine
comunale di Solarino fino alla quota +205, prosegue sulla
curva di livello in direzione sud fino ad incontrare la SP
N°78 “Balatazza-Trigona” che percorre in direzione
Solarino fino all’incrocio con la SP N°28
Solarino-Fusco-Sortino. Da questo punto discende lungo il
tracciato in disarmo della ferrovia
“Siracusa-Fusco-Vizzini” fino alla località “La Masseria”,
percorre la strada carrabile in direzione sud-ovest fino
ad immettersi sulla S.S. 124. Prosegue in direzione
Solarino lungo la stessa, oltrepassa il cimitero, svolta a
sinistra costeggiando lo stesso, e risale lungo la strada
carrabile Macchiotta fino ad incontrare a quota +150 il
limite comunale di Floridia, coincidente con Cava
Culatello – Cirino. Si percorre il predetto confine fino
ad intercettare la Cava Spampinato a quota +201. La linea
di perimetrazione ridiscende verso est fino ad
intercettare a sud l’acquedotto comunale di Solarino
percorrendolo fino al serbatoio in località Cozzo Su Cola,
prosegue sull’acquedotto in direzione di Canicattini
Bagni, oltrepassa il confine tra Siracusa e Floridia,
segue la linea dell’acquedotto fino ad intercettare il
confine tra Siracusa e Canicattini Bagni in contrada
Passetti. Prosegue verso sud lungo la linea di confine
comunale fino ad intercettare la S.P. n°74
Floridia-Canicattini Bagni, in contrada Monasteri. Si
percorre la S.P. n°74 in direzione Floridia fino ad
incontrare la quota + 204 seguendo il crinale di Cugno
Balio e Cugno Trappetazzo, fino ad incrocio con la strada
"Diego Canicattini Bagni", si discende fino al vallone
Cavadonna, che si risale per un breve tratto (m.100 circa)
fino al congiungimento con la curva di livello di quota +
154. La delimitazione procede in direzione sud-est fino ad
intercettare al Km.12,500 la S.P. 14 “Fusco-Canicattini
Bagni-Passo Ladro”, prosegue verso ovest parallelamente ad
essa fino al km.12 per continuare verso sud fino a
raggiungere la linea di confine Siracusa-Noto presso il
torrente Moscasanti. Da questo punto si prosegue lungo la
linea del predetto confine comunale fino alla foce del
fiume Cassibile di Cava Grande. Dalla foce del fiume
Cassibile si risale il corso del fiume in direzione
nord-ovest fino al vertice dei confini comunali di
Siracusa, Noto e Avola: da qui svoltando a destra si segue
la strada vicinale “Palazzetti” fino ad incrociare la
strada vicinale “Tangi”; successivamente si incontra la
strada comunale Uzzo-Cugno di Fazio; da qui, seguendo il
confine tra il foglio di mappa catastale 10 e il foglio di
mappa catastale 20 si arriva alla strada vicinale
“Rosciola” che si segue attraversando il fosso “Rosciola”,
“Cava l’Unica” (o Cava dell’Umbra) fino ad arrivare alla
“Cava Carrubeto”. Attraversata la cava, si segue la strada
vicinale “Carrubeto” fino al congiungimento con la strada
vicinale “Mandalà – Petrara”; svoltando a destra si
prosegue fino ad arrivare alla “Cava Bugliola”, ed
oltrepassatola, percorrendo la strada vicinale dei
“Mulini”, si arriva alla strada provinciale n°4
“Avola-Manghisi” al km.2. Svoltando a destra, si percorre
la S.P. N°4 per km.1 in direzione Avola Antica e si arriva
alla prima curva a gomito. A sinistra ci si immette nella
stradella interpoderale che collega la S.P. 4 al Torrente
Pisciarello. A questo punto si segue il corso del Torrente
Pisciarello fino alla confluenza con il Torrente Talibelli.
Si risale il corso del Torrente Talibelli fino ad
incrociare la strada vicinale Cifaleo e giunti al bivio
con la strada vicinale Seggio-Piano della Pace si svolta a
destra e dopo 0,4 km circa ci si immette nella SP N°15 “Avola-Bochini-Noto”.
Si procede in direzione Noto per circa 3 km e, dopo aver
oltrepassato la strada per “Cozzo Meti”, arrivati al punto
quotato 135 m. slm, ci si immette a destra nella strada
vicinale “Oscuro”. Da cui, dopo aver attraversato il
Torrente S. Giovanni (diventata strada comunale) si arriva
al centro abitato di Noto, giungendo alla S.S. 287. Si
svolta a destra e si procede lungo la S.S. 287 (via dei
Mille) in direzione S. Giovanni; arrivati alla
circonvallazione di Noto, si svolta a sinistra
percorrendola in direzione della S.S. 115 Noto – Rosolini
fino all’incrocio con la S.P. n°64 “Noto Antica – Burlò –
S. Maria della Scala – Noto”. Si svolta a destra e ci si
inoltra attraversando C.da S. Caterina, la Cava del
Ferraro, Case Hernandez (a valle della strada), si
attraversa il fiume Asinaro e si arriva all’incrocio con
l’acquedotto di Pachino e la strada comunale “Schifazzo-Mazzara”.
Si gira a sinistra e percorrendo la strada comunale in
direzione sud si arriva alla S.P. 24 “Noto-Testa
dell’Acqua al km. 25,2 si svolta a destra e si procede in
direzione Palazzolo Acreide per circa km.1; quindi si
svolta a sinistra imboccando la strada comunale “Renna –
Panatanello – Serra del Vento” in direzione del Torrente
Tre Fontane. Dopo aver attraversato il Torrente Tre
Fontane e il Fiume Gioi, s’incrocia la strada consortile
Torresana; si svolta a sinistra e la si percorre fino a
lambire il Fiume Gioi, si gira a destra e si procede verso
la strada comunale Fontanella – Molisena – Portelle. Si
svolta a sinistra (imboccando la strada comunale
Fontanella - Molisena – Portelle) in direzione contrada
Valle Vascelli; si procede sino alla S.S. 115 Noto –
Rosolini al km.370,4. Si percorre la S.S. 115 in direzione
Rosolini per km.1,2 giungendo all’incrocio con la strada
comunale Ponte Vecchio – Tre Maiali; girando a destra, si
percorre la strada comunale per km.1,2 fino ad incrociare
la S.P. 18 Giarratana – Castelluccio – Noto al km.0,6. Si
svolta a destra e si percorre la S.P. 18 in direzione di
Cozzo Carialo per km.2 giungendo al bivio con la strada
consorziale Renna – S. Carialo; si svolta a destra e
percorrendo la strada consorziale, la strada comunale Enna
– Panatanello – Serra del Vento, ed infine la strada
vicinale Renna – Sriula arrivando alla cava Lentini –
Renna Alta (o Cava Bottali). Seguendo la cava si ritorna
sulla S.P. in direzione Castelluccio per km.2,7 fino ad
incrociare la Cava – Strada dell’Asino. Si gira a sinistra
e si percorre la stradella che delimita il foglio di mappa
catastale 222 di Noto fino ad arrivare al Fiume Tellaro.
Si segue il corso del fiume (limite di comprensorio tra il
territorio di Noto e Rosolini) fino ad incrociare la cava
Scorzone, e da qui si percorre la stradella interpoderale
di modo che rimanga a sinistra l’ex feudo del Prainito; si
attraversa la S.P. 17 Ritillini – Favarotta e si prosegue
fino alla cava del Prainito. Da questo punto si segue il
confine amministrativo tra la provincia di Siracusa e
Ragusa fino alla cava di Scalarancio prima e alla strada
Carbonarella poi (punto quotato 210 m. slm). Si percorre
detta strada in direzione Rosolini, fino alla S.S. 115
all’altezza dell’Hotel Europa (km.362,2). Si svolta a
destra lungo la S.S. 115 fino al Ponte Cipolla (confine
amministrativo tra le Province di Siracusa e Ragusa) (S.P.
N°56 Agliastro – Bimmisca) in direzione S.E. fino al
confine tra i fogli di mappa catastale n°396 e n°403 di
Noto. Si gira a sinistra percorrendo la S.P. N°56 e poi la
strada comunale Bommiscuro-Agliastro fino ad incrociare la
S.P. 26 Rosolini – Belliscala – Pachino al km.8,4; si
svolta a destra e si percorre la SP 26 Rosolini –
Belliscala - Pachino in direzione Pachino, arrivando alla
S.P. N°19 Noto – Pachino al km.16,9. Si gira a sinistra
verso Noto fino al km.13,8, al quadrivio S.P. 19, Strada
comunale Baroni – Maccari – S. Lorenzo Nuovo e la Strada
Comunale Scirbia – Terreni Nuovi – Reitani – Marzamemi, si
svolta a destra, e percorrendo la strada comunale Scirbia
– Terreni Nuovi – Reitani – Marzamemi in direzione
nord-est, si arriva al mare Ionio. Seguendo la costa in
direzione nord si chiude la zona perimetrata al punto di
inizio coincidente con il Porto Grande di Siracusa.
Art. 4. Origine del prodotto in relazione alla zona
geografica
Ogni fase del processo produttivo deve essere monitorata e
documentata. In questo modo, e attraverso l’iscrizione in
appositi elenchi, gestiti dall’organismo di controllo, dei
coltivatori-produttori e dei confezionatori, nonché la
tenuta di registri di produzione e confezionamento, è
garantita la tracciabilità e la rintracciabilità del
prodotto. Tutte le persone, fisiche o giuridiche, iscritte
nei relativi elenchi, saranno assoggettate al controllo da
parte dell’organismo di controllo, secondo quanto disposto
dal disciplinare di produzione e dal relativo piano di
controllo. Qualora l’organismo di controllo verifichi
delle non conformità, anche solo in una fase della filiera
produttiva, il prodotto non potrà essere commercializzato
con l’Indicazione Geografica Protetta “Limone di
Siracusa”.
Art.5. Il sistema di coltivazione
Il sistema di coltivazione deve essere quello
tradizionalmente adottato nella zona. I sesti di impianto,
le forme di allevamento ed i sistemi di potatura devono
essere quelli atti a mantenere un perfetto equilibrio e
sviluppo della pianta oltre ad una normale aerazione e
soleggiamento della stessa.
La densità di piantagione massima è di 400 piante per
ettaro. Per impianti esistenti ed in fase di produttività
decrescente è ammessa una densità fino ad un massimo di
500 piante per ettaro. Per i sesti dinamici la densità
massima ammessa è di 850 piante per ettaro.
I portinnesti sono i seguenti: “Arancio amaro”, “ Poncirus
trifoliata “, “Citrange Troyer”, “Citrange Carrizo” e
“Citrus macrophylla”, dotati di alta stabilità genetica.
Le operazioni colturali, per la gestione tecnica
convenzionale e le modalità di raccolta, devono essere
quelle previste dalla “Normale Buona Pratica Agricola”.
Queste norme, per il limone, si riferiscono alla gestione
del suolo, agli interventi di concimazione (non oltre 250
kg/ha di N, 150 kg/ha di P2O5, 200 kg/ha di K2O),
all’irrigazione (metodi a localizzazione dell’area
bagnata), alla difesa (“difesa guidata” basata sul
concetto di “soglia economica d’intervento”).
La produzione dell’Indicazione Geografica Protetta “Limone
di Siracusa” può avvenire da impianti condotti con il
metodo di coltivazione:
a)convenzionale: che è quello in uso nella zona, con
l’osservanza delle norme di “Normale Buona Pratica
Agricola” della Regione Siciliana;
b)integrato: con produzione ottenuta mediante l’osservanza
delle norme tecniche previste dal Disciplinare della
Regione Siciliana in adozione dei Regolamenti comunitari
in materia agroambientale;
c)biologico: in osservanza del Reg Ce 2092/91 e successive
modifiche ed integrazioni
Art. 6. La raccolta
La raccolta dei frutti dalla pianta deve essere effettuata
a mano. Il distacco dei frutti deve essere effettuato con
l’ausilio di forbicine di raccolta per il taglio del
peduncolo. La raccolta va fatta direttamente dalla pianta
secondo i metodi tradizionali ad un livello di sviluppo
dei frutti tale da garantire la buona qualità
organolettica ed estetica degli stessi. E’ ammesso che il
colore dei frutti sia variabile in funzione delle
condizioni pedo-climatiche, in funzione delle varie
fioriture e della particolare epoca di raccolta. La
produzione massima consentita di limoni è fissata in q.li
550 per ettaro per l’intera campagna di produzione
comprendente i frutti di tutte le fioriture. L’annata
agraria inizia il 01/09 e termina il 31/08 dell’anno
successivo.
Art. 7. Legame con l’ambiente
Il limone, che in inverno subisce soltanto un leggero
rallentamento del suo metabolismo, è specie molto
sensibile al freddo, mentre rispetto ad altri agrumi è
piuttosto resistente alle alte temperature. Per questi
motivi la coltivazione del limone è diffusa lungo la
fascia costiera della Sicilia ed in alcune limitate aree
comprese nelle valli dei corsi d’acqua che solcano la
provincia di Siracusa dal Porcaria (a nord) fino al
Tellaro, trovando le più favorevoli condizioni sui
versanti esposti a sud.
La temperatura è il principale fattore climatico che
limita la coltura limonicola. Dall’analisi dei valori medi
annui delle temperature rilevate nella pianura costiera di
Siracusa è possibile evidenziare che l’ambiente siracusano
presenta condizioni di clima temperato da ottobre a marzo
ed arido da aprile a settembre. La temperatura media annua
è di 18-19°C, la media delle massime nel periodo estivo
non supera la soglia di 31°C, mentre quella delle minime
dei mesi più freddi (gennaio e febbraio) non scende al di
sotto di 8-9°C.
Dopo la temperatura, l’acqua è il fattore limitante più
importante nei riguardi della coltura del limone. In
effetti gli agrumi si sono estesi fuori della loro area
naturale nelle zone ove l’inverno non è molto freddo ed
anche con pluviometria inferiore ai 50 millimetri annuali,
attraverso l’intervento costante dell’irrigazione. Del
resto, l’abbondanza di acqua è stato sicuramente
l’elemento decisivo nella scelta di stanziarsi in questo
territorio fatto dai popoli preistorici e dai Siculi
prima, dai colonizzatori greci poi, e per ultimo, con un
balzo di quasi 3000 anni, dai grandi gruppi industriali
nel secolo scorso. L’umidità atmosferica ha un ruolo
importante nella determinazione della qualità dei frutti
di limone: un’atmosfera mediamente umida consente di
ottenere frutti più succosi, di forma regolare e di buccia
fine. Rispetto al suolo, il limone nella costa ionica
siracusana viene coltivato principalmente in terreni
appartenenti al gruppo dei suoli bruno-calcarei, i quali
poggiano su substrati di calcari e calcari dolomitici, ed
al gruppo dei suoli alluvionali presenti lungo i depositi
alluvionali dei corsi d’acqua. Infatti, nel Siracusano i
terreni sono dotati di ottima fertilità, sono più o meno
profondi e ben dotati di elementi nutritivi e di sostanza
organica.
La Sicilia annovera una storica tradizione nella
coltivazione degli agrumi ed il rispetto delle antiche
tradizioni nella coltivazione di queste piante, tramandata
di generazione in generazione continua ancora oggi nel
siracusano, dando vita ad una vera e propria scuola di
specialisti nella coltivazione del “Limone di Siracusa”.
Nelle campagne Iblee si riservavano nuovi spazi ai
giardini delle ville in costruzione, concettualmente
diverse da quelli delle masserie, nelle quali il giardino,
esclusivamente produttivo, era posto a lato e chiuso con
un cancello e alte mura. Nei più raffinati giardini delle
ville suburbane di Siracusa e di Noto, gli aranci ed i
limoni erano valorizzati per le qualità estetiche ed
utilitaristiche. Dei numerosissimi "giardini di delizia"
settecenteschi, ormai scomparsi, resta solo il ricordo di
piccoli paradisi orientali, talora nobilitati dal lavoro
di ricerca e di interesse alle novità botaniche dei colti
proprietari.
Per questi motivi il “Limone di Siracusa” mantiene un
profondo legame con l’ambiente che si evidenzia in tutta
la filiera del prodotto.
Art. 8. Il confezionamento
I frutti che si fregiano dell’Indicazione Geografica
Protetta “Limone di Siracusa” devono essere
commercializzati allo stato fresco nelle categorie Extra e
Prima, secondo quanto disposto dalle norme comuni di
qualità. I calibri ammessi sono: 3,4,5. E’ obbligatorio
indicare a caratteri leggibili e visibili su almeno uno
dei lati dell’imballaggio, mediante stampatura diretta
indelebile o mediante etichetta integrata nel collo o
solidamente fissata ad esso: varietà, origine, categoria,
calibro, lotto. Per le merci spedite alla rinfusa,
caricate direttamente su un mezzo di trasporto, tali
indicazioni devono essere riportate su un documento che
accompagna la merce o su una scheda collocata in modo
visibile all’interno del mezzo di trasporto (Reg. Ce
2200/96 art. 5). Nella fase di vendita al minuto, le
indicazioni previste per la marcatura devono essere
presentate in modo chiaro e leggibile. Per i prodotti
presentati in imballaggi preconfezionati a norma della
direttiva 79/112/Ce deve essere indicato il peso netto,
oltre a tutte le menzioni previste dalle norme. Per i
frutti venduti a pezzo è obbligatoria la bollinatura di
almeno il 50 % di essi.
Gli imballaggi utilizzabili devono essere nuovi. I
materiali ammessi sono: cartone, legno, plastica. E’
ammesso l’uso di imballaggi in plastica a noleggio,
riciclabili. Le confezioni ammesse sono: reti e borse con
banda plastica attaccata alla rete. Ogni imballaggio ed
ogni confezione devono riportare il logo del “Limone di
Siracusa”.
Art. 9. I controlli
L’Indicazione Geografica Protetta “Limone di Siracusa” per
l’applicazione delle disposizioni del presente
disciplinare di produzione sarà controllata da un
organismo di controllo autorizzato, in conformità all’Art.
10 del Reg. Ce 2081/92.
Art. 10. I prodotti trasformati
I prodotti per la cui preparazione è utilizzata la I.G.P.
“Limone di Siracusa”, anche a seguito di processi di
elaborazione e di trasformazione, possono essere immessi
al consumo in confezioni recanti il riferimento alla detta
Indicazione Geografica senza l’apposizione del logo
comunitario, a condizione che:
-Il prodotto a Indicazione Geografica Protetta “Limone di
Siracusa” certificato come tale, costituisca il componente
esclusivo della categoria merceologica;
-Gli utilizzatori del prodotto a Indicazione Geografica
Protetta “Limone di Siracusa” siano autorizzati dai
titolari del diritto di proprietà intellettuale conferito
dalla registrazione dell’I.G.P. riuniti in Consorzio
incaricato alla tutela dal Ministero delle Politiche
Agricole. Lo stesso consorzio incaricato provvederà anche
ad iscriverli in appositi registri ed a vigilare sul
corretto uso della Indicazione Geografica Protetta. In
assenza di un Consorzio di tutela incaricato le predette
funzioni saranno svolte dal MIPAF in quanto autorità
nazionale preposta all’attuazione del Reg. Ce 2081/92.
Art.12. Il logo e l’etichettatura
Il logo consiste in un ovale orizzontale con il bordo
colore verde quadricromia contenente una raffigurazione in
bianco e nero del Teatro Greco di Siracusa nella cui
cavea, nella parte destra, sono poggiati due limoni. Di
questi uno è intero, con una foglia, posto in secondo
piano, l’altro è in sezione e copre in parte il primo
limone.
Il limone con la foglia ha un peduncolo, e la foglia è di
colore verde quadricromia. La foglia è rivolta verso il
centro del marchio e copre in parte il limone a cui è
attaccata col peduncolo.
La buccia dei due limoni è di colore giallo quadricromia,
la polpa del limone in sezione è di colore giallo
quadricromia, la scritta <<Limone di Siracusa>> è di
colore nero, font Times New Roman grassetto, alto 24; lo
sfondo è di colore bianco.
In etichetta è obbligatorio indicare: il nome, la ragione
sociale e l’indirizzo del produttore e/o del
confezionatore e quanto previsto dal D. Lgs 109/92 e
successive modifiche ed integrazioni.
E’ vietata l’aggiunta di qualsiasi qualificazione e
menzione diverse da quelle espressamente previste dal
disciplinare, ivi compresi aggettivi qualificativi del
tipo “fine, superiore, selezionato, scelto” e similari.
Non è consentito l’uso di termini laudativi.
.
Fonte:
Az. Agr. F.lli Giardina - Resp. Qualità Dott. LISTA Egidio
- Di Mauro Salvatore
.
http://www.limonedisiracusa.it |